Le Centurie | Il Graticolato Romano
18316
page-template-default,page,page-id-18316,page-child,parent-pageid-18319,ajax_updown,page_not_loaded,,qode-theme-ver-10.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Il Graticolato Romano

q
Il graticolato Romano

 

La parte orientale della pianura Padana fu abitata sin da epoche remote da popolazioni di varia origine. A partire dal IX sec. a.C. vi furono immigrazioni di popoli Veneti, di origine indoeuropea, che si fusero con gli autoctoni Euganei ed ebbero Padova come loro centro.

Grazie alle conquiste di Cesare, la terra veneta è l’ultima regione a far parte dell’Italia romana propriamente detta; Augusto poi, suddivise l’Italia in undici circoscrizioni (Regio) e quella di Venetia et Histria era la decima.

IL GRATICOLATO ROMANO x sito Mirano.pdf

 

Intorno la seconda metà del I° sec. a.C., iniziarono i lavori di centuriazione, cioè di suddivisione e bonifica tramite opere idrauliche, stradali e di disboscamento di molti terreni della X Regio, in particolare con le 5 centuriazioni della pianura veneta centrale tra cui quella di Padova Nord-Est (Cis Musonem o di Camposampiero) che ci riguarda.

La centuriazione Cis Musonem occupa un’area di circa 250 kmq racchiusa fra i fiumi Brenta e Muson, quest’ultimo in particolare costituiva sul lato nord il suo confine naturale, funzione che svolse anche per il territorio padovano fino al XV sec., cioè fino alla conquista di Padova da parte dei veneziani.

Il fulcro della centuriazione era costituito dai fundi, cioè i terreni con gli edifici necessari ai proprietari e ai lavoratori (schiavi, affittuari e mezzadri) nonché agli animali ed al ricovero degli attrezzi e dei prodotti.

La suddivisione del territorio e il tracciamento delle strade per la costruzione della città e/o dell’ager centuriatus veniva eseguita dall’agrimensore che a tal scopo si serviva della groma.

Questi, come prima cosa individuava l’umbilicus urbi o agri, cioè il punto in cui si sarebbero incrociati gli assi stradali principali costituiti dal cardo e decumano massimo, quindi, posizionandosi con lo sguardo rivolto verso ovest, definiva il territorio con i nomi:

ultra ciò che stava davanti;

citra ciò che era alle sue spalle;

dextera quello che era alla sua destra;

sinistra quello che era alla sua sinistra.

IL GRATICOLATO ROMANO x sito Mirano.pdf

 

Ogni centuria veniva ulteriormente suddivisa con linee parallele ai cardini e ai decumani (limites intercisivi); originariamente la suddivisione era fatta a strisce i cui lati misuravano 2 actus (71,04 m.) che formavano 100 superfici quadrate di circa mezzo ettaro ciascuna chiamate heredia.

Per l’assegnazione delle terre, l’agrimensore procedeva a suddividere la centuria in lotti rettangolari per mezzo dei limites intercisivi. Tali lotti, a seconda che si estendessero in senso longitudinale o trasversale, erano chiamati rispettivamente striga o scamna.

 

testi tratti dalla pubblicazione di Gianni Caravello “Il graticolato romano”.